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Piatti veloci, cucina povera, cucina della festa, vorremmo farne nascere una “raccolta di ricette di piatti tipici calabresi” realizzata direttamente da voi. Potete inviare le vostre ricette corredandole con i vostri dati, e inserendo se e’ possibile anche una foto del piatto finito.
orlando
Il Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori sanitari e sui disavanzi sanitari regionali Leoluca Orlando ha chiesto al Presidente della Regione Calabria Agazio Loiero di avere ogni notizia in possesso circa due decessi verificatisi in Calabria negli ultimi giorni: una donna, Maria Petruzza di 75 anni, morta la mattina di mercoledì al Pronto soccorso del “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme dopo esserne stata dimessa già due volte, e un giovane, Fabio Battaglia, di 29 anni e originario di Crotone, morto il 6 gennaio scorso presso l’Ospedale “Pugliese” di Catanzaro dove era stato trasportato a seguito di un grave incidente stradale avvenuto la notte del 28 dicembre.
«La invito a far conoscere a questa Commissione», ha detto Orlando, «i dati che ella ha già provveduto, o provvederà, a richiedere a seguito dei predetti incidenti mortali, anche in ordine a specifiche responsabilità individuali, e a voler fornire ogni utile indicazione al fine di far conoscere come il governo regionale intenda dare una definitiva e organica risposta alle esigenze sopra prospettate».
Il Presidente ha anche ricordato che l'Ufficio di Presidenza ha programmato per metà febbraio una missione a Catanzaro per incontrare i familiari delle vittime di presunti errori sanitari in Calabria.

On. Luca Orlando
Presidente Commissione Errori sanitari
 
Illustrissimo Signor Presidente Napolitano,
dopo i terribili fatti di Rosarno, che anzitutto chiedono il rispetto per l’umanità delle persone, intervenga Lei per la Calabria abbandonata. La Sua decisione di venire in Calabria in qualche modo è rincuorante.  La reazione di alcuni Ministri, l’inesistenza della Regione persino sul fronte dell’assistenza socio-sanitaria, l’impotenza del volontariato e di tutte le benemerite “agenzie” in favore degli immigrati, dopo il fuoco e le fiamme di Rosarno nella Piana di Gioia Tauro, ci dicono che vi è una sottovalutazione drammatica del “caso” Calabria. Rosarno non è che un punto critico di un quadro regionale che oggi è già fuori dalle regole democratiche. Chi Le scrive non è una “Cassandra” ma un imprenditore che vive ed opera in Calabria.  Non soltanto Rosarno è un problema grave, ma la Calabria intera è una polveriera sociale. Se le Istituzioni nazionali, compresi i vertici dei partiti, non interverranno per tempo, la Calabria ha il destino segnato: sarà un’area senza sviluppo, senza regole, con un’infima qualità della vita, con ampie sacche del territorio inquinate e con una delle mafie più pericolose;  e la Calabria è Italia, Europa.
L’Occidente, egregio Presidente, sta lasciando che la Calabria diventi la sua Somalia.  Ecco il punto su cui, sommessamente, La invito a riflettere. Non si diventa la Somalia solo per i rifiuti tossici lì scaricati in cambio di armi. Si diventa come la Somalia per l’estrema povertà di larghe fasce della popolazione; per l’erosione di affidabilità di un sistema istituzionale ed economico in cui la politica, chiusa nel Palazzo, è separata dalla società civile; per l’assenza di regole e per l’alto tasso di corruzione, nonché per la presenza di una criminalità invasiva e ostativa a qualsiasi forma di sviluppo. Ecco a cosa l’Italia sta andando incontro. Altro che festeggiamenti per il 150mo anniversario dell’Unità. A Lei, che rappresenta autorevolmente il Paese, rivolgo un appello ad intervenire, per evitare che la solitudine della Calabria si tramuti in rancore sociale e dopo la protesta violenta di Rosarno, le cui condizioni erano a tutti note da anni, possano accadere episodi di ribellione più gravi o che la Calabria si consegni mani e piedi alla ‘Ndrangheta. La bomba al portone della Procura Generale di Reggio Calabria, l’esplosione violenta della guerriglia di Rosarno, la crisi dello scalo di Gioia Tauro il più importante porto del Mediterraneo: queste sono soltanto alcune delle criticità sulle quali l’attenzione del Governo dovrebbe essere straordinaria e non, com’è al momento, effimera e interamente indirizzata a fabbricare slogan come il Ponte sullo Stretto e la Banca del Sud. La democrazia in Calabria è sospesa e di fatto sono sospesi alcuni dei più importanti diritti costituzionali dei cittadini: il lavoro, la libertà, la sicurezza, la salute. Dinanzi agli indicatori economici che la pongono agli ultimi posti di ogni classifica, al divario crescente di sviluppo rispetto al Paese e alle stesse regioni del Sud, alla fuga dei cervelli e dei giovani, il silenzio delle Istituzioni è inquietante. Dinanzi a tutto ciò non c’è alcuna mano tesa dello Stato alla Calabria migliore che chiede un aiuto e un sostegno che chiede di poter stringere un “patto” per uscire dal tunnel e guardare con speranza alla vita.  Da Roma, anzi, si guarda agli inciuci della politica politicante calabrese con indifferenza o condivisione, si assiste all’esclusione dei giovani, delle donne e dei talenti dalla politica senza operare alcuna correzione nei metodi di selezione prevalenti, che esigono servilismo, dedizione ai voleri dei cacicchi, nessun senso critico ma obbedienza e ossequio. Egregio Presidente, questa è diventata la mia regione! Eppure le risorse dello Stato e dell’Unione europea non sono mancate, anzi sono state e sono massicce ma finiscono nelle tasche di “prenditori” che non il rischio d’impresa hanno in animo, bensì le ruberie e le truffe di ogni colore. A questo punto, c’è da domandarsi: cosa aspetta ancora l’Italia? Cos’altro deve accadere, in Calabria, perché l’Italia intervenga risolutamente per tranciare il connubio fra la malapolitica e il malaffare? La parte migliore del Paese che ha compreso, dovrebbe dare un appoggio alla parte migliore che vive nell’inferno calabrese per aiutarla a venire fuori, ad avere magari più coraggio, più fiducia. Ma se questo non dovesse accadere, sono del parere che ci aspettano giorni peggiori. In queste condizioni difficilmente, in Calabria, il cittadino crederà che l’unica via da percorrere sia quella del rispetto delle leggi.
Pippo Callipo, Imprenditore.
 
terremotokr
Un terremoto di magnitudo(Ml) 2.9 è avvenuto alle ore 14:28:18 italiane del 13 Gennaio 2010.
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV nel distretto sismico La_Sila.
I valori delle coordinate ipocentrali e della magnitudo rappresentano la migliore stima con i dati a disposizione. Eventuali nuovi dati o analisi potrebbero far variare le stime attuali della localizzazione e della magnitudo.
I Comuni più vicini interessati dal sisma sono Andali, Belcastro, Botricello, Marcedusa, Mesoraca, Roccabernarda e San Mauro Marchesato.
 
Di Mario Congiusta *
Siamo stanchi di chi con la destra accarezza i criminali e con la sinistra le vittime.
Non facciamo diventare categoria protetta, anzi privilegiata, quella di chi si è macchiato di crimini.
Egregio direttore,
non potrà essere certamente un forum annunciato in pompa magna da certa stampa, in una intera pagina, a dirci cos’è la mafia e l’antimafia.
La mafia l’abbiamo subita sulla nostra pelle, e l’antimafia per noi sono i magistrati e le forze dell’ordine che ogni giorno rischiano la vita.
Abbiamo bisogno di chiarezza e non di mascheramenti, non di inclusioni sociali di appartenenti alla criminalità organizzata e spacciati da qualcuno come soggetti deboli da recuperare.
Ci spieghino, i promotori dell’incontro, cosa centrano mafiosi o meglio ‘ndranghetisti, intesi come sodali di organizzazioni criminali, con l’inclusione sociale di deboli ed emarginati come i drogati, per i quali esistono le comunità terapeutiche.
Ora siamo stanchi, indignati e diciamo basta a chi contribuisce al restyling mediatico-mafioso iniziato dopo la strage di Duisburg con la delegittimazione di Petra Reski ed il tentativo di censura del libro della scrittrice.
Siamo stanchi di lezioni di antimafia da parte di chi ha conti in sospeso con la giustizia.
Siamo stanchi di chi con la destra accarezza i criminali e con la sinistra le vittime.
Siamo stanchi di chi chiede la partecipazione della Regione Calabria per elemosinare fondi.
Siamo stanchi di chi ci dice che “dalla pacificazione e dalla riparazione delle tante ferite, dei tanti dolori e dall'ammissione delle colpe si deve trovare la forza per il cambiamento.”
Siamo stanchi di chi ci dice che si può tornare indietro dalla criminalità organizzata e si può scegliere la via della legalità. Chi vuole scegliere la legalità e far parte dell’inclusione sociale deve prima pentirsi, confessare le proprie colpe, pagare la giusta pena e forse potrebbe ottenere il perdono di chi ha subito i suoi crimini sulla propria pelle.
Cosa ne sanno gli organizzatori del forum delle nostre ferite?
Abbiamo ferite che solo noi vediamo, ferite che bruciano, ferite che si riaprono e ci fanno gridare quando ci vengono impartite lezioni di etica e morale.
Siamo stanchi di garanti dei diritti dei detenuti, perché, se qualcuno li viola, va perseguito senza bisogno di garanti.
Siamo stanchi di chi millanta di rappresentarci perché come familiari delle vittime non abbiamo delegato alcuno, se non le associazioni da noi liberamente scelte.
“La scimmia resta scimmia anche se veste di porpora” diceva Erasmo da Rotterdam.
Intelligenti pauca!
P.S. Nessuno ci commiseri per favore!

* Presidente Associazione Gianluca Congiusta Onlus
 
I migranti gia' costretti a vivere in condizioni scandalose, per le quali il nostro Paese dovrebbe vergognarsi di fronte al mondo, sono stati piu' volte aggrediti dalla criminalita' organizzata che ha per obiettivo il pieno controllo del territorio e del mercato del lavoro. Le violenze di Rosarno vanno certamente condannate, come va condannato chi ha sparato sugli immigrati. 'Il fatto che alcuni siano irregolari non giustifica il loro sfruttamento riducendoli in stato di vera e propria schiavitu'. Cercavano il paradiso da noi e hanno trovato l´inferno. L’inferno, proprio nella terra del sole. L'immigrato è un essere umano, differente solo per cultura e tradizione ma da rispettare e la violenza non deve essere mai per nessuno il modo usata per risolvere le difficoltà. Accettare l’immigrazione e mescolarsi è il supremo “valore” della nostra civiltà, della nostra Calabresità che possediamo ma che non abbiamo saputo esprimere e difendere. L’immigrazione è un bene perché ci arricchisce culturalmente e attraverso il dialogo attento con le altre culture, messe su un piede di parità , considerate del tutto come la nostra , senza fare gerarchie prive di senso, possiamo riscoprire forme della inesauribile ricchezza con cui l’umanità può creare il proprio futuro come ha creato il proprio passato. Questo apprendimento dell’uomo del futuro noi lo possiamo fare oggi più che ieri perché i rappresentanti di queste culture ‘altre’ girano attorno a noi, sono con noi, anzi lo sono stati e non ce li siamo saputi tenere perché li abbiamo ritenuti inferiori, riconoscendo che il diverso ha anche lui dignità umana, ma a condizione che si mantenga nella sua inferiorità. Questo è quello che il mondo ha capito. Questo è quello che però, la Calabria non è. E’ un atteggiamento assai diffuso quello che nega agli immigrati diritti e uguaglianza, che in genere accetta la loro presenza in quanto lavoratori utili e da sfruttare, ma non come cittadini o persone soggette di diritti. I gravi fatti di Rosarno sono una ferita, una vergogna, un dolore, un errore che oggi pagheremo tutti, come uomini, come Calabresi, come politici.

Giuseppe Giordano
Presidente del Consiglio Provinciale di Reggio Calabria
348. 7947840
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Non sappiamo e non vogliamo ricamare sulla vicenda di Rosarno. Non sappiamo quale sia stata la vera miccia che ha fatto scattare la rabbia, la violenza e il sangue. Non ce n'era bisogno di questa nuova emergenza, della cui gravità si è avuta reale contezza solo questa mattina, quando i grandi media nazionali hanno dato conto della situazione. Chi scrive da ore sta lavorando per raccontare sulle reti dell'agenzia radiofonica GRT minuto dopo minuto la cronaca. E se volete veramente un commento: non siamo riusciti a capire granchè. Abbiamo la sensazione che il disastro rappresentato dalla protesta di piazza e dalla reazione di gruppi di rosarnesi che hanno deciso di dare la caccia all'immigrato, sia stato scientificamente provocata. Non sappiamo dire perchè, ma il concreto timore è questo e non lo nascondiamo. Inquietano e non poco le circostanze sulla base delle quali si rileva una coincidenza tra la situazione reggina guarda caso oggetto di un super vertice istituzionale, proprio mentre a Rosarno cominciava a scatenarsi l''inferno, e gli sviluppi della cronaca che arrivano dalla Piana di Gioia Tauro.

Le sommosse di piazza hanno sempre una mente. Sarà anche in questo caso? Risposte certe non ci sono. C'è l'amarezza e la paura per quanto sta accadendo. Nessuno avrebbe mai immaginato che si arrivasse a questo. Rosarno, paesone dell'area pianigiana, ridotto ad uno scriteriato ammasso urbanistico dall'incapacità della classe dirigente politica che negli anni ha troppo delegato e dalla 'ndrangheta, pericolosamente rappresentata tra alcuni dei clan più potenti e più temuti su scala mondiale.

Ora la situazione è di grave emergenza. Da una parte bisogna garantire i diritti agli immigrati, dall'altra i diritti degli autoctoni. Sarà difficile trovare un punto di equilibrio.

 

 
“In Calabria, questo insegna Rosarno, lo Stato non c’è e la democrazia è sotto scacco. Lo dicono gli immigrati trattati come bestie, la bomba alla Procura generale di Reggio Calabria, gli indicatori economici più generali e la stessa crisi in cui è lasciato il Porto di Gioia Tauro, lo scalo più importante del Mezzogiorno. Soltanto in un territorio abbandonato dallo Stato può, infatti, accadere quanto è accaduto a Rosarno. Non è intolleranza e non c’è razzismo. Una lettura simile distrae l’attenzione rispetto ai dati oggettivi che abbiamo sotto gli occhi. In alcune zone della Calabria ben identificate, prevalgono altri codici che non sono quelli dello Stato e lì sarebbe ora che lo Stato, invece di dedicarsi agli slogan sul Ponte dello Stretto ed alla Banca del Sud, riaffermasse energicamente la propria sovranità e il monopolio della forza. Come? Non c’è bisogno di altre leggi. Serve il potenziamento della magistratura e delle forze dell’ordine e la rottura del patto perverso tra politica e poteri illegali. Se le Istituzioni ed i vertici dei partiti nazionali vogliono, invece, ancora fare finta di non vedere, il Paese deve sapere che dentro di sé continuerà a crescere un potere feroce che ha la forza di controllare il territorio in Calabria e d’inquinare la democrazia italiana. Nello specifico, se in un contesto di forte disoccupazione e in cui la mafia è una presenza massiccia, giungono migliaia d’immigrati trattati come schiavi che per più ragioni vanno in urto con i residenti, assillati a loro volta da decine di problemi senza risposta, è evidente che l’esito è lo scontro e il non rispetto dei migranti, su cui giustamente la Chiesa insiste. Occorre che l’Italia non volti subito pagina, ma guardi con maggiore attenzione a quanto è accaduto in Calabria e che lo Stato recuperi credibilità attraverso l’azione di ogni giorno nel recupero della legalità e nell’indicare, ai giovani soprattutto, che in Calabria è ancora possibile nutrire prospettive occupazionali nel rispetto delle leggi. La società calabrese, inoltre, deve avere il coraggio di interrogarsi su quanto è accaduto, ad incominciare dalle agenzie formative che operano sul territorio, perché alcuni episodi di “caccia al negro” documentati dai media, pur dovuti ad una reazione a catena, sono decisamente contrari non solo al senso di umanità che è dovuto verso ogni persona umana, ma anche alla nostra storia di tolleranza, umanità e ospitalità dello straniero”.
 
manasi
Sabato 16 gennaio con inizio alle ore 10,30 presso l’Auditorium CIPRESSETO di Reggio Calabria (Via G. Melacrino 34), si terrà un interessante Convegno su Sport & Benessere dal tema “l’importanza della ricerca medica applicata allo sport”.
Questo Convegno a livello nazionale è organizzato dal Gruppo consiliare comunale del Pdl e dall’ASI (Alleanza Sportiva Italiana), con il supporto della Fiaba e di Ad Biomedical Innotech, e sarà moderato da Giuseppe Agliano Vice presidente del Consiglio nazionale ASI e  consigliere comunale.
Diversi gli argomenti che saranno trattati dai qualificati e prestigiosi relatori, si inizierà con  "Sistemi Transdermici in Medicina" trattato da Paolo BERGAMELLI Responsabile Nord Italia AD Biomedical Innotech (BG), per proseguire con "Medicina Rigenerativa nelle lesioni dei tessuti molli" proposto da Mario LOI Neurofisiologo (CA) ed infine con "Trattamenti incruenti pseudoartrosi" illustrato da Mirko PARABITA Resp. Medicina fisica e riabilitazione Fondazione San Raffaele (TA).
In anteprima al  convegno porgeranno i saluti al pubblico che assieperà i posti nell’auditorium: Nino Girella Presidente Regionale ASI, Tino Scopelliti Dirigente Nazionale ASI, Mimmo Pratico' Presidente Regionale CONI, Giovanni Filocamo Presidente Provinciale CONI, Giuseppe Trieste Presidente Nazionale FIABA, Antonino D'africa Responsabile Ricerca Scientifica AD Biomedical Innotech.
E’ previsto un intervento del Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Scopelliti, mentre il presidente nazionale dell’ASI Claudio Barbaro con il suo intervento concluderà i lavori del Convegno.
 

memorialcoppi
Inserire Fausto Coppi all’interno della denominazione della propria gara, in occasione del 50° anniversario della scomparsa del Grande Airone, rappresenta un fantastico motivo di orgoglio di cui da oggi gli organizzatori del 60° Giro della Provincia di Reggio-Challenge Calabria a tappe, in calendario dal 30 gennaio al 2 febbraio, possono andare decisamente fieri a livello internazionale.
“Ci ha colpito la disponibilità dei figli di Coppi, Marina e Faustino, subito entusiasti del nostro desiderio di celebrare degnamente con questa iniziativa sul filo della memoria il Campionissimo di Castellania vincitore sulle strade calabresi nel 1950 – ha spiegato il presidente dello Sporting Club 1917 Antonello Careri -. Il nostro impegno è sempre più forte per proporre tra due settimane, e in futuro, una grande competizione che ora si chiama ufficialmente Giro della Provincia di Reggio-Challenge Calabria-Memorial Fausto Coppi!".
In attesa di conoscere nella cerimonia di presentazione di martedì 26 gennaio, h 10,30, presso la sede della Provincia di Reggio Calabria, a cui prenderà parte il presidente di Federciclismo Renato Di Rocco, il tracciato e i corridori pronti a darsi battaglia nel primo appuntamento della stagione italiana 2010, il cast dei team al via si annuncia di tutto rispetto.
Alla corazzata milanese Liquigas-Doimo, del circuito ProTour, si sono affiancate le formazioni a gestione italiana di rango Professional Acqua&Sapone-Mokambo, Isd-Neri, Colnago-Csf Inox, Ceramica Flaminia, Androni Giocattoli-Diquigiovanni, Carmiooro-Ngc, De Rosa-Stac Plastic e l’austriaca Voralberg-Corratec.
La starting list delle 16 squadre prosegue con valide rappresentanti della categoria Continental come Amore & Vita-Conad, Miche, CdC-Cavaliere, la slovena Loborica, Nippo, Meridiana-Kamen e gli sloveni della Obrazi-Velo Revi.

Il dettaglio delle sedi di tappa, è il seguente:
sabato 30 gennaio: Palmi-Cosenza
domenica 31 gennaio: Cosenza-Crotone
lunedì 1 febbraio: Crotone-Catanzaro
martedì 2 febbraio: Soverato-Reggio Calabria.

Per il gran finale a Reggio gli organizzatori hanno infine apportato una variazione preferendo, per il sicuro forte afflusso di pubblico, il centralissimo corso Garibaldi (Piazza Italia) al lungomare Falcomatà.
Fabio Provera

Sul sito http://www.sc1917girodicalabria.it/ potranno essere seguiti tutti gli aggiornamenti, i nominativi dei partecipanti, la planimetria del percorso, le classifiche e le foto della manifestazione.

 
stallman
Free software and freedom in government, education, and your life.

Richard Stallman, il principale esponente del movimento del Software Libero, sarà a Cosenza il 18 Gennaio 2010 presso l'Aula Magna dell'Università degli Studi della Calabria, ospite dell'HACKLAB.
Durante la manifestazione saranno presentati dei casi di successo di adozione di Software Libero in diversi enti calabresi che hanno affrontato la migrazione con risultati positivi. Scuole, enti pubblici e università traggono moltissimi benefici dall'adozione del software libero, soprattutto in termini di libertà conquistata, di indipendenza dai fornitori e di risparmi economici. La manifestazione si pone l'obiettivo di fare il punto della situazione sull'adozione del Software Libero in Calabria e di lanciare delle proposte concrete in favore del Software Libero. Tali proposte sono finalizzate a rafforzare la libertà dei cittadini, creando al tempo stesso nuove opportunità ci crescita culturale ed economica. Verrà fatto il punto sulla situazione legislativa in Italia in merito al Software Libero e verrà presentata una bozza di legge regionale, sul modello di quanto fatto da molte altre regioni italiane. Tali proposte saranno supportate dalla viva voce di Richard Stallman, l'uomo che all'inizio degli anni 80 per primo teorizzò e mise in pratica i benefici del Software Libero. Interverranno inoltre esponenti delle amministrazioni pubbliche locali, docenti della scuola e dell'università, oltre ad associazioni che da sempre promuovono e diffondono il Software Libero sul territorio.
Richard M. Stallman nel settembre del 1983 diede avvio al progetto GNU ed al movimento del software libero. Nell'ottobre del 1985 fondò la Free Software Foundation (FSF). Fu il pioniere del concetto di copyleft ed è il principale autore di molte licenze tra cui la GNU General Public License (GPL), la licenza per software libero più diffusa. Dalla metà degli anni novanta spende molto del suo tempo sostenendo il software libero e promuovendo campagne contro i software proprietari, ciò che a lui sembra una eccessiva estensione delle leggi su copyright. Stallman ha anche sviluppato molti software ampiamente usati: Emacs, la GNU Compiler Collection e lo GNU Debugger e fu già ospite dell'HACKLAB COSENZA nel 2006 presso l'Unical.

Dati dell'Evento
Data: Lunedì 18 gennaio 2010 ore 14.45-18.00
Luogo: Aula Magna, Università della Calabria, Rende (CS)
Programma:
Apertura lavori
Casi di adozione di Software Libero in Calabria
Quadro sulla situazione legislativa nazionale e regionale
Le nostre proposte: legge regionale, formazione, centro studi Dibattito finale

Interverra' Richard Stallman
Sito Web: http://hacklab.cosenzainrete.it
Vantaggi del Software Libero rispetto al software proprietario:

E' possibile modificare liberamente il software, personalizzarlo ed adattarlo alle proprie esigenze
Il codice sorgente è sottoposto ad una revisione da parte di moltissime persone, pertanto è più difficile che contenga bachi e malfunzionamenti.
Se viene scoperto un baco o una falla di sicurezza, la sua correzione è molto rapida.
Essendo il sorgente liberamente consultabile, è molto difficile inserire intenzionalmente nel software Virus di qualsiasi tipo senza che questi vengano prontamente scoperti ed eliminati.
Permettere a chiunque di modificare i sorgenti garantisce che ogni nuova funzionalità o copertura di un baco possa essere proposta da chiunque e immediatamente applicata dagli sviluppatori.
Data la complessità e le dimensioni di alcune applicazioni di software libero (ad esempio, dei sistemi operativi) può essere necessario il supporto commerciale di un'azienda;
il software libero si presta bene a creare nuove opportunità di business nel campo della formazione e del supporto, oltre che della eventuale personalizzazione del software.
Collaborando con sviluppatori volontari e utilizzando il lavoro della comunità, anche le piccole e medie imprese sono in grado di sviluppare e vendere prodotti di alta qualità, senza dover ampliare il loro organico.
 
100mila euro saranno distribuiti ai lavoratori dell’azienda Giacinto Callipo Conserve Alimentari Spa quale segno tangibile del successo sul mercato ottenuto dalla storica industria di trasformazione del tonno che nel 2013 compirà un secolo di vita. Aprendo l’incontro con le rappresentanze sindacali, assieme al Direttore di Confindustria Vibo Valentia Anselmo Pungitore, al Segretario della Cisl Calabria Luigi Sbarra (che da lunedì lascerà l’incarico regionale per ricoprirne un altro ancora più prestigioso nella Segreteria nazionale della Cisl), l’imprenditore Pippo Callipo ha sostenuto: “Il risultato di oggi è, soprattutto il frutto della grande considerazione e responsabilità da parte dei dipendenti che hanno capito che cosa vuol dire lavoro, qualità, mercato e attaccamento all’azienda. Nonostante lo sfascio che oggi impera nell’industria italiana, con sempre più imprese che sono costrette a ricorrere a licenziamenti e ammortizzatori sociali, e in un contesto come quello calabrese che più di altri paga gli effetti di una crisi disastrosa, siamo orgogliosi di annunciare che la nostra produzione e la nostra presenza sul mercato non soltanto hanno tenuto - grazie alla nostra perseveranza nella difesa dei criteri guida del nostro marchio: qualità e professionalità - ma sono aumentate. Pertanto assieme alla Cisl sigliamo oggi un “patto” che lega, in modo ineludibile, la crescita del fatturato del Gruppo alle spettanze dei lavoratori, ai quali vengono ripartiti 100mila euro quale segno di ottimale cooperazione per il conseguimento del successo del marchio in Italia e nel mondo. Ho sempre avuto a cuore sia da imprenditore che da Presidente di Confindustria, l’interesse dei lavoratori che, quando è adeguatamente valorizzato, coincide con l’interesse complessivo dell’Azienda. Oggi sono fiero - ha concluso Pippo Callipo - di condividere con i lavoratori i benefici che scaturiscono da una positiva collaborazione”. Il segretario Cisl Calabria Luigi Sbarra, parlando del Gruppo Callipo come del “fiore all’occhiello dell’industria calabrese”, ha aggiunto: “Dalla Calabria arriva oggi un segnale forte che, oltre ad inserirsi a pieno titolo nel filone di discussione nazionale sui temi della partecipazione economica con i lavoratori, dimostra in maniera ineccepibile che fare impresa al Sud non solo è possibile ma è reale anche la possibilità, come nel caso delle aziende del Gruppo Callipo, di additarle ad esempio di un nuovo modello di responsabilità e partecipazione in ambito nazionale”.
 
Italia dei Valori mantiene chiara la sua posizione sulle prossime regionali. Ribadiamo qualora ce ne fosse bisogno, il pieno sostegno alla candidatura di Callipo aperta a tutte le forze sane della società Calabrese che vorranno sostenerla. Un programma condiviso che con concretezza affronti e dia soluzioni ai vero nodi della crisi Calabrese con in testa lavoro, sanità e utilizzo sano delle intelligenze e senza sprechi delle risorse comunitarie. Italia dei Valori con Callipo vuole favorire una svolta politica che elimini  definitivamente i carrozzoni e metta da parte, una volta per tutte, gli uomini e i metodi che sono stati a vario titolo, i responsabili della crisi attuale. Abbiamo come priorità nell’operare ogni scelta, gli interessi della Calabria, dei calabresi, scongiurando la vittoria del Centrodestra.

Ignazio Messina
 
handicap
Martedì 12 Gennaio 2010, alle ore 15.00, nel Salone delle Conferenze del Palazzo Storico della Provincia, a Piazza Italia, si terrà l'incontro tematico “Legge 68/99 . Collocamento Mirato”.
L'incontro è una delle azioni programmate a chiusura delle attività del Progetto “Sportello Informativo Handicap – SIH”, cofinanziato dalla Provincia di Reggio Calabria, Assessorato all'Associazionismo e al Volontariato, a titolo di sostegno di specifici progetti ed attività delle organizzazioni di volontariato.
Il progetto si è proposto di creare uno spazio di azione e di interazione tra i soggetti coinvolti al fine di garantire alle persone disabili ed alle loro famiglie, un reale riferimento cui potersi rivolgere per qualunque esigenza. In particolare, in questi 12 mesi di attività, lo Sportello ha svolto una funzione di tramite tra i soggetti coinvolti e i servizi territoriali, rafforzando la rete e offrendo la possibilità di realizzare approcci integrati alle problematiche della disabilità.
L'incontro sarà aperto dai saluti dell'Assessore alle Politiche Sociali della Provincia, dott. Attilio Tucci; dell'Assessore all'Associazionismo e Volontariato della Provincia, dott. Michele Tripodi e dell'Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Reggio Calabria, avv. Clotilde Minasi.
Si entrerà nel vivo dei lavori con l'intervento di Mirella Gangeri, Presidente dell'Agedi onlus, del Vicepresidente del Consiglio Comunale, dott. Bruno Ferraro, degli avvocati Roberta Meduri e Cinzia Iadicola.
A conclusione la dott.ssa Teresa Foro, assistente sociale e coordinatore del progetto SIH, relazionerà sulle attività svolte.

Associazione Genitori di Bambini e Adulti Disabili
- organismo non lucrativo di utilità sociale -
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Tel/Fax 0965.894545
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“A Rosarno, purtroppo, ha vinto la Calabria che non vogliamo. Quella che si alimenta di culture razziste e xenofobe, che vuole l’esclusione contro l’inclusione, che rifiuta il diverso e lo vede come una minaccia. Ma ha vinto anche la cultura della subalternità e della prepotenza, di chi è forte con i deboli ma debole, di chi pensa che il lavoro è meno di una merce e neanche come tale va trattato. Hanno vinto quei poteri come la ndrangheta che hanno imposto un mercato del lavoro diventato vero e proprio schiavismo. E tutto questo è avvenuto mentre lo Stato ha dispiegato tutta la sua forza repressiva non già per tutelare e difendere la vita e l’incolumità degli immigrati dai delinquenti che li hanno minacciati, sparati, sprangati e aggrediti, ma bensì ma per organizzare una deportazione di massa all’insegna della cultura dell’intolleranza che governa questo paese che trasforma le vittime in carnefici.

Quello che è avvenuto è conseguenza diretta della sconcertante e disumana politica fondata sui respingimenti degli immigrati e sull’introduzione del reato di clandestinità portata avanti dal governo Bossi-Berlusconi e personalmente dal ministro Maroni”. Ad affermarlo, in una nota, Michelangelo Tripodi, assessore regionale, nonché segretario regionale e responsabile del Dipartimento per il mezzogiorno del PdCI. “Siamo stati purtroppo tristi profeti di una situazione insostenibile e vergognosa – spiega Tripodi -.

Quello che è successo a Rosarno è di una gravità assoluta e sono assai gravi e pericolose per la democrazia e per la convivenza civile le dichiarazioni che in queste ore sono state rilasciate dal ministro Maroni e dagli esponenti del pdl che sono una vera e propria provocazione quando non finiscono per diventare un’incitazione alla violenza.”

Il ministro Maroni dovrebbe letteralmente vergognarsi, così come si devono vergognare tutti quei rappresentanti del governo Berlusconi e della vena secessionista della Lega Nord che stanno portando avanti un clima di odio e di razzismo diffuso in tutta Italia. Tutto quello che abbiamo vissuto drammaticamente in queste giornate di violenza è innanzitutto la conseguenza della legge Bossi-Fini con i suoi nefasti effetti.

E’ bene ricordare che gli immigrati di Rosarno e Gioia Tauro sono stati ridotti in schiavitù, costretti a lavorare nelle campagne 12-14 ore al giorno per due-tre giorni la settimana, con un salario giornaliero di 15/20 euro, costretti a vivere reclusi in vere e proprie baraccopoli senza alcuna benchè minima garanzia igienico-sanitaria. Una situazione di violenza e degrado che viola i diritti umani, frutto di una legge quindi decisamente inadeguata in materia. Una normativa che non riesce a contrastare la tendenza al lavoro nero e che non garantisce il permesso di soggiorno agli immigrati che denunciano la propria condizione di lavoro irregolare, incentivando così la clandestinità e tanto quanto di grave ne consegue anche in termini di sicurezza e di ordine pubblico”. “Una situazione,– afferma ancora Tripodi – che nulla a che vedere, per intenderci, con l’esempio di civiltà di cui sono protagonisti invece comuni come Riace che hanno aperto le porte agli immigrati, accogliendoli e sistemandoli nelle case sfitte e in alcune strutture pubbliche dei loro antichi borghi, avviando insieme ad un percorso lavorativo un sistema di accoglienza e integrazione che fa onore a tutta la Calabria e a tutta la nostra nazione”.

“Gli immigrati sono costretti, sottolinea Tripodi, a vivere tra l’incudine della ndrangheta e il martello del razzismo”.

“Ferma restando la condanna per quanto di violento è accaduto a Rosarno – conclude Tripodi - la problematica è forte e bisogna affrontarla di petto e una volta per tutte altrimenti si rischia grosso e non continuando a spargere il seme dell’intolleranza che una volta attecchito, come purtroppo come ci insegna la storia, è difficile da estirpare. Bisogna invece togliere dal dizionario l’equazione per cui immigrazione vuol dire criminalità, continuando a scaricare, così come sta facendo il Governo Berlusconi, il malessere generalizzato che si respira nel Paese sulle spalle degli extracomunitari identificati come il nemico da cacciare o da sfruttare.

Serve invece un forte impegno civile e politico che porti ad un cambiamento repentino di rotta, promuovendo una legge adeguata che tuteli diritti e doveri degli immigrati”.

Reggio Calabria, 9 gennaio 2010

Ufficio Stampa PdCI Calabria

 
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