Per sostenere i malati gravi c’è la rete della solidarietà
Il progetto “La Rete della solidarietà” (presentato al Centro servizi al volontariato di Catanzaro e finanziato con il bando “Perequazione per la Progettazione Sociale – Calabria 2008”) è rivolto a persone con gravi patologie, nella fase pre-terminale o terminale della loro malattia residenti nei comuni di Catanzaro, San Pietro Apostolo, Carlopoli, Gimigliano, Cicala, Tiriolo, Squillace. Esso si propone di offrire un sostegno globale al paziente ed alla sua famiglia, garantendogli la permanenza nel suo domicilio, nella consapevolezza che appunto l’assistenza domiciliare, risulta anche come la scelta più economica per il servizio sanitario. Il progetto è sperimentale ed innovativo ed insiste su un territorio in cui sono presenti ben due poli oncologici. Esso intende offrire un servizio che aiuti a valorizzare quanto già esiste, ad integrare quanto ancora manca e a stimolare quanto potrà essere realizzato in futuro nel campo dell’assistenza a persone con gravi malattie ed alle loro famiglie. Diverse e variegate le organizzazioni direttamente impegnate e collegate nella partnership, sia per le competenze che per i territori interessati: l’associazione “Spazio Aperto” (responsabile della partnership, con sede a Squillace). Ed ancora ci sono l’Avis provinciale; l’associazione volontari Emmaus e poi l’associazione medici cattolici italiani; l’associazione “L’Alveare”; l’associazione carità e amore (con sede a San Pietro Apostolo) ed ancora la fondazione “città solidale onlus”; oltre che all’assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Catanzaro. Ancora più ampia è comunque la rete coinvolta, dal momento che si sono già tenuti collegamenti e contatti (sempre per la realizzazione del progetto) con altre realtà importanti: l’unità di cure palliative di Reggio Calabria; la società cooperativa A.r.l. “Via delle Stelle” di Reggio Calabria; l’Azienda ospedaliera “Pugliese – Ciaccio” (direzione sanitaria); i comuni di Carlopoli, Tiriolo, Cicala, Gimigliano.
(tratto da SanitaCalabria.it)
(tratto da SanitaCalabria.it)




