Ugl sanità su dimissioni Direttore generale Asp
“Le dimissioni del direttore generale dell’Asp di Catanzaro sono indubbiamente un atto di grande responsabilità che va nella giusta direzione. Al dg Pietro De Sensi va riconosciuto il merito di aver offerto la sua più totale disponibilità, anche se i problemi atavici presenti all’interno dell’Asp, in questi quattro mesi del suo mandato, non hanno trovato soluzioni adeguate”.
E’ quanto afferma Vincenzo Ursini, nella qualità di portavoce regionale e segretario provinciale dell’Ugl sanità.
“L’Asp di Catanzaro - visto come sono andate le cose dopo l’accorpamento tra la ex As 7 e la ex As 6 - ha bisogno di energie nuove che sappiano mettere in atto una vera politica di rilancio della sanità territoriale, partendo da una effettiva analisti dei bisogni del territorio senza cedere a richieste di campanile di qualsiasi genere. Bisogna riorganizzare i Servizi sulla base delle necessità reali dei cittadini e, soprattutto, vanno rivalutate tutte le professionalità che nel corso di questi anni, per dissensi con i vertici aziendali, sono state emarginate senza alcuna ragione”.
“Al nuovo direttore generale o commissario straordinario - continua Ursini - chiederemo di porre particolare attenzione alle liquidazioni delle indennità di risultato e produttività, ma anche alla tanto abusata indennità di priorità aziendale che, ricordiamo, non è ancora normata, per evitare i soliti squilibri sull’attribuzione delle stesse. Le somme liquidate in questi mesi come “priorità aziendale” ad alcuni dipendenti, quasi sempre i soliti, sono, a dir poco, “scandalose”; ma chiederemo anche di prendere con urgenza in considerazione la gravissima carenza di personale, soprattutto del Comparto, perché alcuni settori sono ormai al collasso. Chiederemo con forza che venga rispettato il diritto dei disabili ad avere un dignitoso posto di lavoro, diritto sino ad ora negato dall’Asp a 12 soggetti appartenenti alle categorie BS e C, nonostante vi sia già una diffida, da parte del Settore Lavoro e Formazione dell’Amministrazione Provinciale di Catanzaro, che già produce un’ammenda di 51 € a persona, per ogni giorno di mancata assunzione. Chiederemo altresì il rinnovo dei contratti dirigenziali scaduti, prendendo però come riferimento la Legge regionale 1/2009 che, all’art. 5, impone alle Aziende sanitarie ed ospedaliere di non conferire o rinnovare incarichi di direzione di Struttura complessa al personale non in possesso di laurea”.
Inoltre - continua l’Ugl sanità - al nuovo direttore generale chiederemo la revoca della recente delibera “Obiettivi strategici anno 2010” perché nessuna attenzione viene posta alla ex As 6 di Lamezia Terme, se non in termini negativi. In tale atto, viene detto, altresì, nulla sui criteri di valutazione delle performance dei dirigenti, secondo il Decreto Brunetta n. 150 /2009 dal quale, a nostro avviso, bisogna invece partire per assicurare quella inversione di rotta di cui oggi ha bisogno la sanità calabrese”.
“Siamo convinti - conclude Vincenzo Ursini - che per uscire dal disastroso tunnel di questi anni bisogna rimodulare l’intero sistema, ma questo può avvenire soltanto con regole chiare di valutazione dei meriti, sia della dirigenza che del Comparto”.
(tratto da SanitaCalabria.it)
E’ quanto afferma Vincenzo Ursini, nella qualità di portavoce regionale e segretario provinciale dell’Ugl sanità.
“L’Asp di Catanzaro - visto come sono andate le cose dopo l’accorpamento tra la ex As 7 e la ex As 6 - ha bisogno di energie nuove che sappiano mettere in atto una vera politica di rilancio della sanità territoriale, partendo da una effettiva analisti dei bisogni del territorio senza cedere a richieste di campanile di qualsiasi genere. Bisogna riorganizzare i Servizi sulla base delle necessità reali dei cittadini e, soprattutto, vanno rivalutate tutte le professionalità che nel corso di questi anni, per dissensi con i vertici aziendali, sono state emarginate senza alcuna ragione”.
“Al nuovo direttore generale o commissario straordinario - continua Ursini - chiederemo di porre particolare attenzione alle liquidazioni delle indennità di risultato e produttività, ma anche alla tanto abusata indennità di priorità aziendale che, ricordiamo, non è ancora normata, per evitare i soliti squilibri sull’attribuzione delle stesse. Le somme liquidate in questi mesi come “priorità aziendale” ad alcuni dipendenti, quasi sempre i soliti, sono, a dir poco, “scandalose”; ma chiederemo anche di prendere con urgenza in considerazione la gravissima carenza di personale, soprattutto del Comparto, perché alcuni settori sono ormai al collasso. Chiederemo con forza che venga rispettato il diritto dei disabili ad avere un dignitoso posto di lavoro, diritto sino ad ora negato dall’Asp a 12 soggetti appartenenti alle categorie BS e C, nonostante vi sia già una diffida, da parte del Settore Lavoro e Formazione dell’Amministrazione Provinciale di Catanzaro, che già produce un’ammenda di 51 € a persona, per ogni giorno di mancata assunzione. Chiederemo altresì il rinnovo dei contratti dirigenziali scaduti, prendendo però come riferimento la Legge regionale 1/2009 che, all’art. 5, impone alle Aziende sanitarie ed ospedaliere di non conferire o rinnovare incarichi di direzione di Struttura complessa al personale non in possesso di laurea”.
Inoltre - continua l’Ugl sanità - al nuovo direttore generale chiederemo la revoca della recente delibera “Obiettivi strategici anno 2010” perché nessuna attenzione viene posta alla ex As 6 di Lamezia Terme, se non in termini negativi. In tale atto, viene detto, altresì, nulla sui criteri di valutazione delle performance dei dirigenti, secondo il Decreto Brunetta n. 150 /2009 dal quale, a nostro avviso, bisogna invece partire per assicurare quella inversione di rotta di cui oggi ha bisogno la sanità calabrese”.
“Siamo convinti - conclude Vincenzo Ursini - che per uscire dal disastroso tunnel di questi anni bisogna rimodulare l’intero sistema, ma questo può avvenire soltanto con regole chiare di valutazione dei meriti, sia della dirigenza che del Comparto”.
(tratto da SanitaCalabria.it)




